I nostri Curricula

Maddalena Bisollo


 

 

 Maddalena Bisollo

 

Istruzione e formazione

a.a. 1997/1998

Liceo Classico A. Pigafetta Vicenza
Maturità classica


a.a. 2003/2004

Università Ca’ Foscari di Venezia
Laurea quadriennale in Filosofia
votazione: 110/110 e lode

 

Biennio 2005/2007

Università degli Studi Ca’ Foscari Venezia
Master di II livello in Consulenza Filosofica

 2009

ENDO FAP Venezia Mestre (VE)
Corso di specializzazione in ambito Socio-Sanitario

 

Pubblicazioni

§     Pubblicazioni di carattere filosofico e sociale, presso alcune riviste online:

- “Socrate come educatore”, PinC. La rivista online di Pensierincorso, n.1 (2007), pp.16-24, www.pensierincorso.it

-“La filosofia? Adesso anche in comunità”, ProgettoUomo – rivista online per educatori e operatori nel sociale, 23 Aprile 2008 www.progettouomo.net

(Pubblicato anche presso la Rassegna Stampa del Comune di Bologna – Dipendenze – n. 09/2008 http://www.comune.bologna.it/sociale-salute/ )

- “Non solo terapie. Un approccio filosofico alla tossicodipendenza”, Rivista Italiana di Counseling Filosofico (organo ufficiale SICoF), anno IV, n. 4, pp. 82-106

(Pubblicata nel Marzo 2009 anche sulla rivista ProgettoUomo).           

§     Pensieri stupefacenti. Un'esperienza di pratica filosofica con i tossicodipendenti, in U. Galimberti, L. Perissinotto, A. Rossi, Tra il dire e il fare. Saggi e testimonianze sulla consulenza filosofica, Mimesis, Milano-Udine, 2011, pp. 257-280..

§      Filosofia del Ben-Essere. La cura dei pensieri e delle emozioni, Mimesis, Venezia, 2010,  in collaborazione con il dott. Luca Nave, segretario scientifico di SICoF – Società Italiana di Counseling Filosofico.

Terza edizione del "Salone Internazionale del Benessere" - Workshop ponte su "Aspetti molecolari e clinici delle malattie rare" - Premio "Un libro per il ben-essere 2010" assegnato a Luca Nave e Maddalena Bisollo autori del libro “Filosofia del benessere. La cura dei pensieri e delle emozioni” (Edizioni Mimesis, Milano-Udine, 2010).

Il libro di Luca Nave e Maddalena Bisollo illustra con rigore e a un tempo con chiarezza la cultura della "consulenza filosofica", nuovissima professione volta a favorire il benessere delle persone, coinvolgendone la vita mentale in una più attiva coscienza di sé.
Gli autori esemplarmente mostrano come in questa singolare pratica professionale non resti affatto soppressa la tensione, propria del filosofare autentico, tra la vocazione teoretica alla "disinteressata contemplazione" e il profondo interesse etico all'esercizio dell'autogoverno. Questa tensione non si attenua, bensì si rinforza nello scrupolo professionale di adempiere un servizio, della cui adeguatezza l'alimento della pura ricerca rimane condizione essenziale.
La "consulenza filosofica" infatti, come spiegano Nave e Bisollo, "può apportare vantaggi a colui che ricerca il benessere nella viva vita, se il ricercato benessere non si riferisce solo alla salute del corpo o alla sanità della psiche, né implica unicamente l'avere-possesso di oggetti del desiderio indotti dalla società del benessere". Il che implica che si sia riusciti a efficacemente agire sull'abituale "visione del mondo, mutando la quale muta il mondo stesso in cui l'esistenza ha luogo". Il punto di forza della nuova professione è l'attivazione della "cura", intesa non come codificato protocollo terapeutico, ma come quel creativo avere a cuore la vita, propria e altrui, quell'emozionata ragione del vivere che, dialogicamente accesa dalla sapiente pratica della filosofia, è la sola capace di laicamente "salvare".
A Luca Nave e Maddalena Bisollo, per l'efficace contributo del loro libro alla nuova cultura critica del benessere viene attribuito il Premio “Viverein” 2010 “Un libro per il ben-essere”.
 
                                                                                            prof. Aldo Masullo
                                 docente di filosofia morale presso l'Università Federico II di Napoli

Esperienze professionali


Da settembre 2013 al 2014
Comunità Terapeutica Emmaus – OSMC, via Castellana 69, Zelarino (VE)
Educatore

Ottobre 2013-Maggio 2014 

Comprensivo Toti – Musile di Piave (VE)
Counselor e formatore
Formazione rivolta agli insegnanti di Educazione Emotiva

Novembre 2013 

Scuola media Romolo Onor – San Donà di Piave (VE)
Counselor e formatore
Formazione rivolta agli insegnanti di Educazione Emotiva


A.a. 2012-2013 


Ulss 10 – SerD di San Donà di Piave
Counselor e Formatore
Laboratorio di Educazione Emotiva rivolto ad insegnanti, educatori e formatori


Da dicembre 2009 a settembre 2013


Cooperativa Coges – CeIS Don Milani, Vl.San Marco, Mestre (VE)
Educatore
(presso Pronta Accoglienza Confine, via Pezzana 1, Tessera, Venezia)


Aa.Aa 2010/2011 e 2011/2012


Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Educative – Ufficio Itinerari Educativi, via Portara
8, Mestre (VE) www.comune.venezia.it/itinerarieducativi/
In collaborazione con
CeIS Don Milani, Vl. San Marco, Mestre (VE)
Ph-Counselor
Realizzazione e conduzione del progetto Pensiero stupefacente. Laboratorio di Prevenzione alle
Tossicodipendenze e del Laboratorio di Educazione alle Emozioni rivolti alle Scuole Medie
Inferiori e Superiori del territorio veneziano (90 ore totali l’anno, di cui 10 di supporto individuale).


A.a. 2010/2011


Università Ca’ Foscari di Venezia
Lecturer
Conferenza nell’ambito del Master di II°livello in Consulenza Filosofica su Filosofia del BenEssere.
La cura dei pensieri e delle emozioni (5ore).


A.a. 2009/2010


Comune di Venezia – Assessorato alle Politiche Educative – Ufficio Itinerari Educativi, via Portara
8, Mestre (VE) www.comune.venezia.it/itinerarieducativi/
Ph-Counselor
Realizzazione e conduzione del progetto Pensiero stupefacente. Laboratorio di Prevenzione alle
Tossicodipendenze e del Laboratorio di Educazione alle Emozioni rivolti alle Scuole Medie
Inferiori e Superiori del territorio veneziano (40 ore totali).


Aa.Aa 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011, 2011/2012, 2012/2013, 2013/2014


Istituto Gonzaga, Via Vitruvio 41, Milano
Ph-Counselor
Realizzazione e conduzione del Laboratorio Filosofico&Formativo di Prevenzione alle
Tossicodipendenze, con le classi seconde dei Licei Classico, Scientifico ed Europeo (15 ore totali
annue).
www.gonzaga-milano.it


A.a. 2007/2008


Università Ca’ Foscari di Venezia
Lecturer e Formatore
Docenza nell’ambito del Master di II°livello in Consulenza Filosofica su Filosofia del Ben-Essere.
La cura dei pensieri e delle emozioni e realizzazione di un Laboratorio Pratico condotto in
collaborazione col dott. Luca Nave, segretario scientifico di SICoF – Società Italiana di Counseling
Filosofico (5ore).


Novembre-Dicembre 2007


Cooperativa Coges – CeIS Don Milani, Vl.San Marco, Mestre (VE)
Educatore
(presso Comunità Forte Rossarol, via Pezzana 1, Tessera, Venezia)


ALTRE ATTIVITA’
Da Gennaio 2012
Partner
Studio Associato FilosoFare www.FilosoFare.eu
Da Gennaio 2011
Partner
Studio Associato Areté www.arete-consulenzafilosofica.it
Dal 2008 ad oggi
SiCoF-Società Italiana di Counseling Filosofico - sede di Torino www.sicof.it
Formatore (occasionalmente)
2008
IFE-Istituto di Formazione Europeo – Milano
Formatore (occasionalmente)
Dal 2009
AccademiaOpera per Operatori Olistici www.accademiaopera.it
Docente (on-line)
Corso di Filosofia del BenEssere
A.a. 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009
UniTre-Università della Terza Età di Mestre (VE) www.unitre-mestre.it
Docente
Realizzazione e conduzione del Laboratorio di Pratiche Filosofiche (20 ore annue)

 

Secondo me...

Spesso tra le prime domande che mi vengono poste quando dico di essere un consulente filosofico c’è la seguente: “Perché mai qualcuno dovrebbe chiedere l’aiuto di un filosofo?” Sorrido: in un attimo mi rendo conto di quanto la filosofia nel corso dei secoli si sia allontanata dagli uomini e dai loro concreti bisogni perché una tale questione possa essere sollevata. Rispondo: né più né meno che per cercare di fare chiarezza intorno a quei problemi cui la filosofia si è da sempre occupata: l’amore, l’amicizia, il lavoro, la cura dell’anima e del corpo, la questione di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato… - problemi che appartengono a tutti noi e che non sono certo appannaggio delle menti complesse di grandi pensatori. La filosofia non è solo una materia e una storia, un elenco di nomi, di ragionamenti logici e di concetti nell’indice di un manuale, ma è la nostra domanda rivolta a noi stessi e a ciò che ci circonda e poi il tentativo per prove ed errori di cercare una risposta.

Raramente al giorno d’oggi, troviamo il tempo di fermarci un momento a pensare, presi come siamo dalle preoccupazioni e dagli affari quotidiani. Lo attestava già Nietzsche nella Gaia Scienza:

“Pensiamo troppo rapidamente e strada facendo, mentre camminiamo, mentre attendiamo a negozi d’ogni genere, anche quando meditiamo su ciò che c’è di più serio; abbisogniamo di poca preparazione, perfino di poco silenzio – è come se portassimo in giro nella testa una macchina dall’inarrestabile rullio, che neppure nelle condizioni più sfavorevoli cessa di lavorare” 1).

Il mondo della tecnica, della velocità e dell’efficienza, si è insinuato prepotentemente nell’animo dell’uomo moderno, al punto tale da non permettergli una sosta. Gli è entrato “nella testa” impedendogli di fare una pausa; lo martella con un “inarrestabile rullio” e lo rende sordo a quel bisogno così fondamentale di silenzio e di meditazione paziente.

La consulenza e le pratiche filosofiche si propongono di ricreare uno spazio ed un tempo in grado di ospitare la riflessione, per consentire alle persone che ne sentano il bisogno di “fare una pausa – una pausa nella vita frenetica di tutti i giorni, una pausa nella vita professionale, una pausa nella vita affettiva, una pausa nel modo abituale di pensare” 2).

Naturalmente, la filosofia non è una pratica terapeutica, per lo meno non nel senso in cui lo sono le psicoterapie. La filosofia può certo essere definita una “cura”, ma in un senso ben peculiare:

“…si tratta di sbloccare la paralisi del pensiero, talora murato in un’unica dimensione o in un unico scenario o – se vogliamo dire – paradigma, per tentare di fornire più spazio o più “gioco” a forme alternative di rappresentazione del proprio vissuto e in definitiva a una pluralità di dimensioni o paradigmi di pensiero” 3).

Tutti noi siamo portatori di una visione del mondo, di un certo punto di vista sulle cose. In base ad esso giudichiamo quanto ci accade e in base ad esso prendiamo le nostre decisioni. Così, se una volta ci domandano semplicemente “che cosa faresti se…?”, sorge dentro di noi nel novantanove per cento dei casi una risposta immediata, dettata appunto dal nostro consueto modo di essere e di interpretare le situazioni.

Non è detto però che la risposta immediata sia anche la migliore. E può darsi che, guidati dai nostri automatismi, andiamo contro i nostri stessi interessi: un punto di vista troppo rigido può infatti bloccarci, può impedirci di vedere le soluzioni anche quando non sono così lontane. È allora che bisogna dire stop. La filosofia, in effetti, non è che l’esercizio a fermarsi un momento prima di rispondere: essa abitua a resistere al proprio punto di vista, ad accoglierne nuovi e diversi, e a valutare infine l’ipotesi che un’altra possa essere la risposta più adeguata. Si tratta d’interiorizzare più punti di vista, di prendere in esame diversi ragionamenti e di arricchire così la prospettiva.

Certo, “non si tratta di raccontare della filosofia alla gente o di somministrarle delle teorie” 4), ma di discutere in modo competente sui suoi problemi, promuovendo la riflessione critica ed autonoma su di essi e favorendo così la loro chiarificazione (Aufklärung). Né si tratta di utilizzare teorie specifiche per classificare e trattare dei sintomi patologici – ruolo, questo, che spetta alla psicoterapia – ma semplicemente di dialogare insieme in modo libero, critico né direttamente finalizzato alla guarigione dalla malattia.

Che ci fa quindi un filosofo in una comunità per il recupero di tossicodipendenti ed etilisti?

Quando ho proposto alla comunità terapeutica Forte Rossarol di Tessera (VE) di svolgere alcune attività di carattere filosofico con gli utenti, inizialmente ho riscontrato sorpresa, che denotava una certa curiosità ma forse anche un pizzico di diffidenza; ciononostante, nessuno ha messo in dubbio che un intervento filosofico – identificato immediatamente come un aiuto a riflettere in maniera più competente sui propri problemi – potesse in effetti rivelarsi una buona cosa.

Vi sono per altro alcuni studi di stampo sociologico che sostengono fortemente l’idea che “un utente può esser tale a pieno titolo, cioè avere i suoi problemi e anche grossi, e tuttavia nel contempo essere portatore di una riflessività “utile” (se si vuole restare in queste categorie funzionalistiche) o, meglio, profonda e istruttiva per chiunque abbia in animo di metter mano a quei problemi” 5). Su questa base – si afferma – l’utente non va semplicemente “trattato umanamente”, attraverso la cura amorevole e l’attenzione per le sue inclinazioni e la sua sensibilità, ma va ascoltato con attenzione e i suoi pensieri devono essere “presi sul serio”.

Da parte mia, innanzitutto ho scelto un contesto da cui poter quanto più possibile  imparare: attraverso il rapporto con gli utenti, naturalmente, ma anche con educatori e terapeuti. Sono infatti profondamente convinta che qualora i filosofi intendano riaccostarsi al mondo della vita e ai problemi più o meno complessi che gli individui incontrano nella propria quotidianità, non possano esimersi dal confronto con coloro che hanno maturato una vastissima esperienza in questo campo: medici, psicologi e operatori sociali, i quali ringrazio tutti per i loro preziosi consigli e contributi.

D’altra parte, mi sono proposta di aiutare gli utenti a chiarire i propri pensieri, ad analizzare desideri ed emozioni, ad ampliare il proprio punto di vista sul mondo e sulle relazioni da filosofo e dunque con i miei propri “mezzi di bordo”. Ho inteso quindi le mie attività piuttosto come uno spazio di sospensione di ogni “terapia”, uno spazio libero per esprimere i pensieri e metterli in questione, favorendo una rinnovata e più profonda consapevolezza.

L’ho fatto attraverso colloqui individuali di consulenza filosofica e attraverso un cineforum sui generis. Entrambe le attività non avevano carattere obbligatorio, ma venivano liberamente scelte dagli utenti, ed entrambe le attività hanno riscosso un inaspettato successo…

 

1) F. Nietzsche, Die fröliche Wissenschaft (1882), tr.it. La gaia scienza, Milano, Adelphi, 1965, §6.

2) M. Sautet, Socrate al caffé, Genova, Ponte alle Grazie, p.10.

3) P.A. Rovatti, La filosofia può curare?, Milano, Raffaello Cortina, 2006, pp. 13-14.

4) Intervista di R. Soldani a G. Achenbach, “Phronesis”, n. II, pp. 132-133.

5) F. Folgheraiter, Tossicodipendenti riflessivi. La teoria relazionale del recovery narrata dai protagonisti, Trento, Erickson, 2004, p. 143.